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Wright Richard

Wet Dream - 1978

Pop-Rock

Valutazione: 5.5/10

di: John Robbiani

Dopo l’uscita di Animals, mentre Roger Waters si dedica anima e corpo alla prima stesura di The Wall e di The Pros And Cons Of Hitch Hiking (scartato dalla band e che diventerà il suo primo album solista) gli altri componenti dei Pink Floyd si prendono un periodo di pausa e di stacco per gettarsi a capofitto in studio e registrare una serie di album in solitaria che faranno la gioia dei fan e dei collezionisti più che, in senso stretto, degli amanti veri e propri della musica.

Tra i dischi usciti in quella che in molti considerano una parentesi "sfortunata" nella storia del gruppo c'è David Gilmour (che con il disco omonimo raggruppa alcuni componenti dei Jokers Wilde lancia un lavoro discreto), c'è Nick Mason (che invita in studio Carla Bley e Robert Wyatt e registra Fictitious Sport) e c'è soprattutto Richard Wright che, dal nulla e dopo aver contribuito in maniera quasi impercettibile al lavoro dei Pink Floyd pubblica un disco che, seppure ben lungi dall'essere un capolavoro, rappresenta una vera e propria sorpresa anche perché in molti sembravano essere pronti a giurare che la vena creativa di un tempo (che aveva portato a forgiare capolavori come Us And Them, The Great Gig In The Sky o Summer '68).

Tastierista dolce e sobrio capace di presentare un disco delicato e romantico (troppo forse) con ritmi leggeri che, a dire la verità, si fanno via via pesanti e malinconici anche a causa del particolare modo di cantare (grave ed impastato) dell’autore. Un disco caro ai fan del gruppo londinese anche se rigido, freddo e a tratti poco emozionante.

Alcune canzoni (che con l’aiuto della band, in particolare della chitarra di Gilmour, sarebbero potute entrare benissimo in un lavoro dei Pink Floyd) sono comunque radiose e degne d’ammirazione e portano dentro un lieve accento alla "Wish You Where Here". È il caso di Against The Odds (scritta a quattro mani con la moglie Juliette) e Summer Elegy (che ricorda le prime composizioni di Wright ai tempi di A Saucerful of Secrets ) che, grazie all’ottimo lavoro di Snowy White alla chitarra rappresentano il meglio del disco.

WET DREAM, per un artista che di lì a poco sarà allontanato dalla band per presunti problemi di tossicodipendenza, sembra essere un canto del cigno.



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