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Rivista musicale e culturale della Svizzera Italiana

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Montreux Jazz Festival

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La macchina organizzativa della 39esima edizione del Montreux Jazz Festival è ormai in pieno fermento. A poche settimane dal debutto si può già parlare di un grande successo che trasformerà la cittadina romanda, per l'ennesima volta, in uno dei centri nevralgici dell'universo musicale internazionale. Un gigantesco sforzo finanziario certo, ma anche il principale introito per una regione che fa del turismo estivo una vera e propria ragione di vita. La cosa incredibile è che quest'anno neppure un super evento come il "Live 8" di Bob Geldof riuscirà a sgualcire il fascino di quanto costruito in 4 decenni di Festival e a mettere in secondo piano un programma che rimane mozzafiato. Le oltre 130 formazioni invitate quest'anno si esibiranno sull'arco di 16 serate e la prevendita dei biglietti (soprattutto per i concerti all'Auditorium Stravinski) è stata fulminante ed ha messo non poca fretta a chi, per una band o per l'altra, ha voluto accaparrarsi un biglietto in prima fila.

Addentriamoci però un pochino più nello specifico. Tra i primi appuntamenti ad aver registrato il "sold-out" c'è sicuramente il doppio concerto di Queens Of The Stone Age e degli Eagles Of Death Metal (il 2 luglio alla Miles Davis Hall). La recente uscita di Lullabïes To Paralyze è stata accolta come un capolavoro e di fatto I Queens Of The Stone Age sono finalmente riusciti a ritagliarsi uno spazio ben maggiore della "nicchia" (si fa per dire) dell'universo "stoner". Non c'è dunque da stupirsi se tutti i biglietti sono stati venduti nel giro di qualche giorno. Alla stessa ora, qualche metro più in la (alla Stravinski) gli spettatori avranno la possibilità di entrare in contatto con 3 leggende della musica nera ed in particolare del soul: Isaac Hayes, Billy Preston e soprattutto Booker T & THe MG's.

La giornata seguente si annuncia tranquilla (se per tranquilli intendiamo i Velvet Revolver ed i Garbage) per tornare in tutto il suo splendore lunedì notte quando, a partire dalle 20.30, sul palco dell'Auditorium Stravinski salirà il portatore testamentario della "vecchia scuola" del delta: B.B. King. Con lui sul palco anche Robert Cray (sicuramente uno dei musicisti più carismatici ed acclamati della nuova scena blues) ed un personaggio che il pubblico ticinese ha potuto apprezzare grazie all'edizione 2003 di Piazza Blues: Solomon Burke.
Un festival "ordinario" si sarebbe limitato a quattro serate; per venire invece a capo di questo Montreux Jazz Festival ci vogliono ancora 12 giorni di musica. È onestamente difficile decidere, per quando riguarda martedì 5 luglio, se assistere al concerto di Crosby, Stills & Nash (seguiti da Steve Earle) oppure all'esibizione degli Isis (seguiti invece dagli Audioslave). Si tratta insomma di scegliere tra una delle più importanti band degli ultimi quarant'anni (con o senza Neil Young) e una delle formazioni più entusiasmanti della "nuova" scena post-rock statunitense. Gli Isis (che negli ultimi mesi hanno pubblicato prima il nuovo album - Panopticon - e poi una versione rielaborata del loro secondo disco: Oceanic) sono oramai in piena maturità artistica e, abbandonate le sonorità "hardnoise" degli inizi, hanno deciso di far convergere la loro musica verso orizzonti decisamente più vicini al sound dei Godspeed You Black Emperor.

Mercoledì sera le rive del Lemano ospiteranno uno dei simboli degli anni sessanta al femminile: Marianne Faithfull. Il successo che ha accompagnato l'uscita di Before The Poison, con tanto di recensioni entusiastiche un pochino su tutti i giornali, è stato per lei una specie di rinascita artistica e sarà allora certamente un piacere poterla ammirare sul palco del Casino Barriere.

Con la serata di giovedì si torna invece a tuffarsi nel panorama indie con Antony & The Johnsons e con lo spettacolo di uno dei più interessanti "folletti" della scena statunitense: Bright Eyes. Nonostante la sua giovane età Conor Oberst (questo il vero nome del musicista del Nebraska) ha già pubblicato una decina di dischi (sotto spoglie e nomi diversi) e nonostante un carattere ben lontano dall'essere definito "simpatico" è riuscito a guadagnarsi il titolo di "genietto". In una nottata del genere però non poteva mancare l'appuntamento con la splendida ed elettrizzante scena musicale canadese. I The Dears vengono a Montreux per rappresentare il Quebec e quello che in molti considerano il vero cuore pulsante del movimento musicale della prima metà di questo nuovo millennio. Un programma tanto nutrito da far passare quasi in secondo piano l'esibizione (nella sala a fianco) di Elvis Costello.

Il secondo week-end di Montreux sarà invece dedicato al Sud America (l'Auditorium Stravinski e la Miles Davis Hall offriranno complessivamente 3 notti alla brasiliana) con l'eccezione di un'escursione nel mondo dell'Hip Hope e dell'Urban Soul e del concerto di Brian Wilson.
Lunedì 11 luglio il Montreux Jazz Festival lascia intravedere la sua unica caduta di stile (Laura Pausini; ma oramai quella s'infila dappertutto!) per rifarsi alla grande il giorno dopo con l'arrivo di Alice Cooper.

Si tratta di un jazz festival ed ecco allora che non potevano mancare (tra mercoledì e giovedì) delle vere leggende come George Benson, Al di Meola, Ravi Coltrane e due musicisti che si esibiranno anche all'Estival Jazz di Lugano: McCoy Tyner e Randy Crawford.
Gli ultimi giorni di festival saranno un vero e proprio fuoco d'artificio. Venerdì 15 (alla Miles Davis Hall) ci sarà il tripo concerto di Ghinzu, The Hives e dei Blues Explosion mentre sabato, per l'ultima notte di musica, suoneranno Death in Vegas, Soulwax e M83.

Potreste anche averne abbastanza ma è utile sottolineare che il Montreux Jazz Festival non è solamente questo. Tutta la cittadina sarà invasa da eventi più disparati e l'intera regione (persino i treni ed i battelli) sarà trasformata in un enorme stereo. Informeremo più dettagliatamente di questi eventi collaterali nei prossimi giorni e nel frattempo ricordiamo che universomusica.com si trasferirà a Montreux, a partire dal 1° luglio, per seguire direttamente sul posto la manifestazione e per presentare giornalmente, attraverso recensioni, articoli, materiale audio e video, il meglio di questo piccolo (piccolo?!!?) patrimonio nazionale.

di: John Robbiani

Radio Gwendalyn

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