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Richard Wright

Richard William Wright nasce a Hatch End, nel Middlesex, il 28 luglio 1943. Si avvicina al pianoforte sin da giovane appassionandosi al jazz e alla musica classica ma si diletta anche con numerosi altri strumenti; fiati e chitarra su tutti. È un ragazzo piuttosto timido e schivo che nei primi anni sessanta s’iscrive al dipartimento d’architettura del Regent Street Polytechnic di Londra. Sono anni ferventi a livello culturale e, in un modo o nell’altro, entra in contatto con alcuni dei personaggi che nell’immediato futuro si riveleranno i portavoci del panorama musicale “underground” britannico. Nel frattempo Richard Wright entra dapprima a far parte, come sassofonista, di una band di “traditional jazz” poi, nel 1964, scrive una canzone (intitolata You Are The Reason Why) che verrà pubblicata dalla Decca come lato B di un 45 giri di Adam, Mike & Tim; un trio pop di Liverpool che la storia confinerà al dimenticatoio.
È al politecnico che Richard Wright conosce Roger Waters e Nick Mason. Insieme fondano una band chiamata provvisoriamente Sigma 6 a cui, col tempo e per periodi più o meno lunghi, si aggiungeranno anche Bob Klose, Keith Noble, Clive Metcalf, Mike Leonard, Chris Dennis e Syd Barrett. La band annovera anche la presenza di una corista di nome Juliette Gale che, tempo qualche anno, convolerà a nozze con Richard Wright.
La band si assesta (per così dire…) solo nel 1965 con Waters, Mason, Barrett, Klose e Wright impegnati a registrare un acetato (Lucy Leave/I’m a King Bee; oggi introvabile) agli studi di Abbey Road. La formazione si fa chiamare Tea Set ma, con l’uscita di scena anche di Klose, si ribattezza dapprima Pink Floyd Blues Band e poi, semplicemente, Pink Floyd. Ha così inizio una delle storie più emozionanti e fortunate della musica rock.
Nel 1967 la band pubblica The Piper At The Gates Of Down; un lavoro (che si rivelerà una pietra miliare nella psichedelia) pensato quasi completamente dal genio di Syd Barrett. Agli altri musicisti è lasciato decisamente poco spazio ed è forse proprio Richard Wright l’unico in grado di tenergli testa. Le atmosfere della band trovano infatti nelle sue tastiere quella caratteristica “spaziale” che diverrà un vero e proprio marchio di fabbrica. Sempre nel 1967, a novembre,la band pubblica un 45 giri contenente Paintbox. Si tratta della prima canzone scritta da Richard Wright per i Pink Floyd che, cinque mesi più tardi, raddoppierà con un nuovo singolo intitolato It Would Be So Nice.
In questo periodo Syd Barrett, dedito ad un pesantissimo uso di allucinogeni, mostra inequivocabilmente i segni di una schizofrenia latente che, tempo qualche mese, lo divorerà e lo allontanerà dal gruppo. Senza il proprio leader carismatico i Pink Floyd entrano in un periodo di crisi profonda. Alla band si aggiunge il chitarrista David Gilmour e si tenta, per il successivo album A Saucerful Of Secrets (1968), di portare avanti una formazione “a cinque” con Barrett invitato a partecipare ad alcune session in studio che daranno vita alla splendida, quanto tragica, Jugband Blues. In questo periodo è Richard Wright a dare una scossa ai suoi compagni e a prendere in mano le redini del gruppo. Incide due ottime canzoni (Remember A Day e See-Saw) e scrive le straordinarie parti d’organo (Farfisa) per l’imponente title track. Una volta terminato il disco, con Syd Barrett oramai ufficialmente fuori dalla band, i Pink Floyd vengono scaricati anche dalla Blackhill Enterprises (il loro management) poiché a livello commerciale l’impressione è che sarebbe stato più redditizio concentrarsi su Syd Barrett. La Blackhill chiede a Richard Wright di seguirlo e di lasciare i Pink Floyd per creare un nuovo duo psichedelico. Wright rifiuta ed oggi, col senno di poi, possiamo certamente affermare che il futuro gli darà ragione. .
Le musiche dei Pink Floyd, in cui ora spicca carismatica più che altro la figura di Roger Waters, prendono a questo punto una strada decisamente diversa. Più colta forse grazie all’idea di lunghe suite e certamente più vicina al progressive o all’avanguardismo tedesco e questa è una svolta decisamente gradita a Richard Wright vista la sua passione per classica e jazz. Nei successivi More ed Ummagumma i Pink Floyd lasciano moltissimo (troppo forse) spazio alla sperimentazione e l’esempio più radicale in questo senso arriva proprio dalle 3 parti per solo piano composte da Wright per Sysyphus.
Il 1970 è un anno decisamente intenso per i Pink Floyd che vengono chiamati a Roma da Michelangelo Antonioni per le registrazioni della colonna sonora di Zabriskie Point. In quest’occasione Richard Wright abbozza una splendida serie di accordi al pianoforte destinati ad una scena intitolata “The Violence Sequenze” che però verrà scartata dal registra poiché ritenuta “troppo triste”. I Pink Floyd la riutilizzeranno qualche anno più tardi in Dark Side Of The Moon intitolandola Us And Them. Sempre nel 1970 Richard Wright partecipa, nella doppia veste di produttore e musicista, al secondo album di Syd Barrett. Dal canto suo Barrett propone in diverse occasioni un nuovo brano chiamato Two Of A Kind (apparso anche su The Peel Session) che, pare, sia stato scritta proprio da Richard Wright ma mai rivendicato.
A fine anno i Pink Floyd pubblicano Atom Heart Mother che contiene tra l’altro Summer ’68; una splendida canzone in cui il tastierista ricorda l’avventura di una notte con una groupie. Richard Wright appare decisamente ispirato ed anzi è logico pensare che i prossimi due anni saranno probabilmente i migliori della sua carriera. Il “modus operandi” dei Pink Floyd è cambiato. Le composizioni si sono fatte di gruppo e non più di singoli ed allora il gioco di squadra permette agli altri membri della band di arricchire le intuizioni musicali di Richard Wright in maniera quasi miracolosa. Echoes (dove Wright dimostra di essere anche un ottimo cantante) affida la sua dolcezza al pianoforte e rappresenta, quasi certamente, la perla più lucente dell’intera discografia della band. In questo periodo comunque Richard Wright firma anche canzoni come Burning Bridges, Mudmen o Stay (tutte su Obscured By Clouds) raggiungendo il capolavoro con The Great Gig In The Sky (su Dark Side Of The Moon).
Il successo di quest’ultimo album è straordinario ma mette a durissima prova i rapporti personali tra i componenti dei Pink Floyd. Roger Waters e David Gilmour iniziano una decennale lotta tra “prime donne” e sembra proprio essere Richard Wright a soffrire maggiormente di questa situazione. Più volte, in pubblico, afferma di non poterne più dei modi totalitaristici di Roger Waters e non è un caso che, se si esclude l’ottima interpretazione su Shine On You Crazy Diamond, il suo coinvolgimento nei Pink Floyd si fa via via più distaccato per non dire assente. Durante le registrazioni di Animals (1977) non apre praticamente bocca e così sarà anche con il successivo The Wall (1979).
La crisi, quella vera, esplode al termine delle registrazioni di The Wall. Roger Waters (che in questa decisione trovò d’accordo anche gli altri componenti della band) allontana Wright dalla band per una lunga serie di motivi che vanno dalla presunta dipendenza da cocaina ad una meno presunta “mancanza di propositività artistica”. I contrasti personali fanno il resto e a Richard Wright non rimane che seguire la band in tour come “salariato” e non come componente dei Pink Floyd a tutti gli effetti. Per il disco successivo (The Final Cut) non viene neppure convocato ma nel 1984 decide di unirsi a Dave Harris (dei Fashion) per formare gli Zee e pubblicare un orripilante disco intitolato Identity. Un disco talmente brutto che persino Wright definirà come “esperimento da dimenticare”.
Nel frattempo anche Roger Waters ha lasciato i Pink Floyd che, incredibilmente, si ritrovano ad essere un duo. Nel 1987 David Gilmour e Nick Mason (aiutati da una ventina di turnisti) tornano in studio per registrare A Momentary Lapse Of Reason. Wright viene chiamato dai suoi compagni di un tempo a registrare alcuni passaggi ma deve contendere il posto di tastierista con Bob Ezrin e Jon Carin. Il suo nome, anche questa volta, appare unicamente come turnista. L’anno successivo però viene “reintegrato” in occasione del doppio album che celebra il maxitour del 1988 (Delicate Sound Of Thunder).
Per tutti c’è silenzio sino al 1994 quanto i Pink Floyd pubblicano The Division Bell in cui Wright propone la sua Wearing The Inside Out. Wright appare ritrovato visto che, in compagnia di Gilmour, firma un bel tris di canzoni (What Do You Want From Me, Marooned e Keep Talking). Nel 1996 pubblica a suo nome l’album Broken China che si avvale, tra l’altro, della partecipazione di Sinead O’Connor. A dieci anni di distanza questo lavoro appare un pochino troppo pomposo, “elettronico” e “new age” anche se . brani come Reaching For The Rail e Breakthrough sono notevoli.
Wright partecipa come ospite, nel 2006, alle registrazioni di On An Island di David Gilmour. Questo a pochi mesi di distanza dalla “reunion” dei Pink Floyd avvenuta, eccezionalmente, in occasione del Live 8 del 2 luglio 2005. Questo nonostante le divergenze con Roger Waters non sembrino completamente appianate. Entro la fine del 2007 Richard Wright ha comunque annunciato la pubblicazione di un nuovo (e sarebbe il terzo) disco solista.
di: John Robbiani
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